Dominique, benedetto Dominique
Manca meno di un anno e Dominique Strauss-Kahn, detto DSK, tace. Il demiurgo del Fmi, nonché gran cacciatore di femmine davanti l’Eterno, ancora non ha detto ufficialmente quello che tutti pensano e i suoi più stretti collaboratori fanno da tempo circolare, ufficiosamente, nel tout Paris: che scenderà in campo e sarà il campione del Ps e della gauche alle elezioni presidenziali del 2012.
19 AGO 20

Invece tace. Così c’è chi pensa che dietro quel suo fingere di essere altrove, lontano e al di sopra, ci sia il calcolo di essere designato challenger per acclamazione dai signori delle tessere. Evitando così di sporcarsi le mani in quelle primarie ricalcate sul modello ulivista in cui il 9 ottobre militanti ed elettori della sinistra sceglieranno il loro campione per l’Eliseo. I termini per depositare le candidature vanno dal 28 giugno al 13 luglio e per quella data DSK dovrà necessariamente venire allo scoperto. Ma per ora sembra il fuoriclasse svogliato che non spinge sui pedali e pretende dagli altri che non lo ostacolino nella volata finale. In realtà la strada è già troppo piena e tutti stanno lì che sgomitano, mezze calzette e figure di primo piano. Come l’ex segretario, François Hollande, già lanciato nella corsa e la sua ex compagna, la sempre dolente Ségolène Royal, pronta a sua volta. Il fatto è che Sarkozy è messo talmente male che chiunque pensa seriamente di riuscire a batterlo. La cosa eccita le ambizioni e stimola gli appetiti. Qualità per le quali i socialisti francesi non sono secondi a nessuno.